Descrizione
«Questa amministrazione si è assunta il compito – mai realizzato prima – di promuovere la nascita di una nuova realtà sportiva cittadina, avviando in via sperimentale e temporanea un patto di cogestione partecipata degli impianti pubblici. Un progetto fondato su un atto di grande apertura e fiducia istituzionale, nella convinzione che tale fiducia potesse tradursi in una pratica condivisa, stabile e orientata alla crescita dell’intera comunità sportiva.
In questo contesto positivo, hanno prevalso logiche di contrapposizione antiche tra alcune realtà sportive coinvolte, in particolare nell’organizzazione di orari e spazi, minando la coesione necessaria per dare pieno respiro al progetto».
L’Assessora con delega allo Sport, Daniela Di Bari, replica alle accuse contenute nella nota della Polisportiva Città di Andria diramata a mezzo stampa nelle scorse ore.
«Eppure, la città avrebbe meritato un segno di gratitudine, un ritorno in bellezza, fatto di sport che si diffonde anche fuori dai campi di gioco, tra le strade e tra i cittadini – prosegue Di Bari - Fin dall’inizio, è stato chiaramente stabilito un principio, una condizione: tutte le realtà coinvolte avrebbero dovuto confluire in un unico soggetto rappresentativo. Solo così si poteva garantire un’interlocuzione efficace, basata su criteri di trasparenza, responsabilità e coesione.
Tuttavia, nel corso delle attività, sono emerse fratture interne, che hanno messo in discussione l’unità del soggetto associativo con contrapposizioni interne accompagnate da atti processuali e relativi giudizi pendenti tra le parti. Il Comune, in questa fase, è intervenuto per rilanciare il progetto e ribadire che senza coesione viene meno il fondamento stesso del patto. Questo principio è stato più volte condiviso anche in sede di Consiglio comunale.
Per questo motivo e per la vicinanza all’intero percorso, appaiono ingiuste e infondate le accuse di inerzia o ingerenza rivolte all’Amministrazione, che ha sempre creduto nel ruolo delle associazioni e ha favorito ogni percorso di confronto. È bene chiarire che il Comune non ha il compito di gestire dinamiche interne alle associazioni, ma di garantire il corretto utilizzo del bene pubblico e favorire il dialogo.
Oggi, però, non possiamo solo indicare, proporre e condividere l’auspicio di ricomposizione. Se la coesione viene meno, è compito dell’Amministrazione attivare tutti gli strumenti necessari per garantire la fruizione degli impianti, anche da parte di nuove realtà sportive emergenti, che desiderano trovare nei luoghi sportivi pubblici accoglienza e inclusione.
Le divisioni interne, in questo caso, hanno purtroppo prevalso, non per responsabilità del Comune né della comunità, ma da ciò non deve discendere la rinuncia a strade nuove e proposte chiare di azione. Se il progetto ha mostrato fragilità, non va gettato alle ortiche: è tempo di ripensare, rilanciare, ricostruire, partendo proprio dalle criticità di questa esperienza per individuare nuove forme e nuove energie condivise.
Come amministrazione – conclude l’Assessora Di Bari - continueremo a cercare soluzioni innovative, capaci di promuovere lo sport come leva educativa, sociale e culturale con i pochi mezzi a disposizione. Perché lo sport non è solo competizione, ma una forma di bellezza pubblica che merita sostegno, rispetto per generare nella comunità benessere, gratitudine e salute».
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Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2025, 13:45