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«Ai bambini di Gaza il Nobel per la pace». La sindaca Giovanna Bruno aderisce alla petizione lanciata da Avvenire

Il prossimo passaggio sarà la condivisione con il Consiglio Comunale

Data :

11 agosto 2026

Categorie:
Comune
«Ai bambini di Gaza il Nobel per la pace». La sindaca Giovanna Bruno aderisce alla petizione lanciata da Avvenire
Municipium

Descrizione

«Convintamente ho aderito all’appello di Avvenire per il Nobel ai Bambini di Gaza. L’ho sentito come un imperativo morale, un gesto che mira in qualche modo a rompere il complice silenzio sceso sul genocidio in atto. Quando si toccano i bambini, non ci si può voltare dall’altra parte. Quando si nega loro il diritto di crescere e di frequentare una scuola, di avere una famiglia, di vivere in un contesto sociale educante, si sta violando l’umanità e io, anche come Istituzione, a questo massacro costante mi ribello, in ogni forma consentita. Andria, con questa adesione, in linea con tante altre azioni di sensibilizzazione portate avanti in questi anni di amministrazione, dice chiaramente da che parte sta. Il prossimo passaggio sarà quello della condivisione con tutto il Consiglio Comunale».
Il nome della sindaca Giovanna Bruno figura tra le centinaia di adesioni che ha riscosso l’appello lanciato dal professor Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia alla Federico II di Napoli, pubblicata il 4 agosto sulle pagine del quotidiano Avvenire, di candidare i bambini di Gaza al premio Nobel per la pace.
Una iniziativa che fu lanciata per la prima volta nel 2025 dall’associazione “L’isola che non c’è” di Latiano, Brindisi, che la presentò in Senato. Da allora la proposta ha raccolto decine di adesioni, tra le quali si annoverano numerosi sindaci pugliesi. Ora la stessa iniziativa viene riproposto da un nutrito gruppo di intellettuali di tutta Italia attraverso le parole del professor Mazzarella messe nere su bianco sulle pagine dell’Avvenire, da Massimo Cacciari a Francesca Izzo, da Luigi Manconi a Stefano Zamagni, solo per citarne alcuni.
Trecento bambini e adolescenti uccisi in 300 giorni. Uno al giorno dall’ottobre 2025, in un tempo che avrebbe dovuto essere di sospensione dei combattimenti. E invece a Gaza i bambini continuano a morire. Quelli che sopravvivono tra malnutrizione, malattia, acqua sporca e cure inesistenti «stanno ancora aspettando la fine della violenza che era stata loro promessa».
Come ha ricordato, sempre sul quotidiano Avvenire, il frate francescano Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa, «i bambini di Gaza sono i testimoni silenziosi del bisogno di pace, un diritto essenziale negato a chi ha dovuto sopportare mancanze, dolori, perdite devastanti». «Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace – ha spiegato il prof. Mazzarella - significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia il diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio». Non ci sono solo i bambini di Gaza tra le vittime innocenti delle guerre: ci sono i bambini israeliani uccisi nel raid sanguinario di Hamas del 7 ottobre 2023 e quelli che sono morti successivamente nelle prigioni dei terroristi. Sono i bambini ucraini e quelli russi, sono i piccoli iraniani e sudanesi.
 L’infanzia in guerra, tutta e di tutti i tempi, si può riconoscere nella candidatura al Nobel.

Per aderire segr.direttore@avvenire.it oppure petizione.gaza@avvenire.it

https://www.facebook.com/share/p/1BcberxkFu/?mibextid=wwXIfr

Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2026, 15:00

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