Descrizione
14 settembre, primo giorno di scuola per tantissimi bambini e ragazzi della nostra città. La sindaca avv. Giovanna Bruno non ha voluto far mancare il suo consueto messaggio di saluto e di incoraggiamento a vivere un nuovo anno scolastico all’insegna dell’entusiasmo ma anche della responsabilità.
«Carissima Scuola,
torno a scriverTi all'inizio di un nuovo anno sociale, idealmente abbracciando con gratitudine tutti coloro che Ti vivono, Ti animano: gli studenti, i docenti e il personale non docente, i dirigenti, le famiglie.
Con il suono della prima campanella, a riaprire non sono solo i Tuoi cancelli: riapre una comunità intera. Perché intorno all'organizzazione da Te scandita, si sviluppa in gran parte il quotidiano della nostra Città, che in Te ha un prezioso alleato nella formazione e nella crescita di menti e coscienze, di migliaia di bambini e ragazzi che si forgiano grazie al Tuo lavoro con e su di loro.
Nell'appello di questo nuovo anno, non risponderà presente il diciottenne accoltellato ad agosto. Nè il diciassettenne che lo ha ammazzato. Accadeva solo un mese fa.
Non so, nello specifico, se i due protagonisti di questo orrore Ti frequentassero o meno, ma so che potrebbero essere ciascuno dei Tuoi tanti allievi.
Fanno male queste assenze. Soprattutto perché ci sottolineano quale e quanta sia l'emergenza educativa che attraversa la nostra Società, impegnata ad isolarci, quando ci inchioda ad uno smartphone che non accultura, non ascolta, non accompagna, non guarda negli occhi. Esattamente come accade a tantissimi giovani e giovanissimi: soli e fragili, in balia di applicazioni e reel che tolgono la creatività, la relazionalità e viziano l'affettività. Mentre noi grandi siamo impegnati a fare altro.
Ecco che, maggiormente prezioso, è il Tuo tempo, il tempo-scuola. Capace di dare contenuto e nozioni, metodo e visione, compagnia e ascolto.
Basterà tutto questo per salvare i ragazzi dalla fragilità dilagante, frutto della superficialità del mondo degli adulti, se non proprio della nostra assenza?
Basterà a colmare l'incapacità adulta di mettere regole, di dire no quando serve?
La povertà educativa non è la scuola che non funziona più, come a volte sento dire qua e là.
È che si è affievolito, se non del tutto scomparso, il patto di fiducia tra scuola e famiglia. Non va bene! E allora ripartiamo da qui, ripartiamo da questa alleanza. Dobbiamo farlo, non si può procrastinare oltre.
L'alleanza con la scuola non può prescindere dalla fiducia. Fidiamoci, fidiamoci del mondo della scuola, non interferiamo su ogni virgola. Facciamo che i nostri figli entrino e vivano sereni in classe, dopo il suono della prima campanella.
E questa stessa serenità, impegniamoci a fargliela trovare quando rientrano a casa.
Grazie a chi sceglierà di farlo e grazie a chi, ogni mattina, sceglierà non solo di insegnare ma, soprattutto, di educare.
Buon nuovo anno scolastico, anche a noi adulti».
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Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2026, 10:41